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Archive for novembre, 2009
Nel Medio Evo, durante le pause fra le molteplici guerre che si combattevano in quei tempi nella Romagna, la popolazione non seppe mai rimanere inerte, sollecitata com' era dal desiderio delle contese, delle giostre e dei tornei, ai quali la partecipazione del popolo in funzione di attore e spettatore, fu sempre totale e appassionata.
Il fine puramente addestrativo, in preparazione di nuove battaglie, non fu del tutto determinante perchè su di esso ebbe sempre il sopravvento la naturale tendenza popolare ad esibirsi, a cimentarsi in leale contesa, per cui l' arte di torneare, unita all' abilità nel cavalcare, raggiunse forme di grande risonanza.
I tornei assunsero tutti gli attributi di grande spettacolo specialmente nel periodo della Signoria Manfrediana, epoca in cui memorabili giostre furono eseguite in onore di alte personalità ed epoca durante la quale venne codificata, negli Statuti faentini del 1410, la regolamentazione del palio.
…Hebbe per antichissima consuetudine questo nobile pubblico di proporre ogni anno un premio per invitar la giovent ad esser assai presta nelli atrezzi cavagliereschi…… Al qual effetto si faceva piantar sulla piazza il saracino ovvero ANIBALLO et correre longa un carrera di cavalli….
Questa una delle tante richieste che gli inviati della comunità di Faenza presentarono a Monsignor Glorieri, inviato a Forlì dal Cardinal Aldobrandini per ascoltare le richieste dei rappresentanti della comunità di Faenza.
Il consiglio degli anziani richiedeva l' autorizzazione a stanziare la somma di scudi 200 Bolognesi dagli assegnamenti ordinari del comune per finanziare la disputa di due palii: la corsa dei Berberi per il 29 giugno, giorno di San Pietro patrono della città , ed una quintana, che i nobili faentini disputavano per antichissima consuetudine, nel periodo di carnevale.
Per la prima delle richieste non vi furono difficoltà , per la quintana del Niballo, invece, disputandosi in carnevale, festa di chiara derivazione pagana, si ebbe un iter burocratico più lungo.
Il Cardinale Aldobrandini concesse comunque il benestare ed il 12 febbraio 1596 venne esposto il bando; era la nascita ufficiale del Palio del Niballlo che verrà ripreso, dopo anni di oblio il 29 giugno del 1959 con scopi naturalmente ben diversi da quelli che avevano i rampolli delle nobili casate.
Il Palio del Niballo oggi si corre su una distanza di circa 154 metri, percorsi al gran galoppo.
Il torneo inizia con la sfida del Cavaliere rappresentante il Rione ultimo classificato nel Palio precedente ai quattro cavalieri dei Rioni avversari. Identica sfida viene poi lanciata da tutti gli altri contendenti per un totale di 20 incontri.
Sono usate lance della lunghezza di metri 2,75 e del peso di chilogrammi 3,250. I Cavalieri in costume rinascimentale, scendono in campo chiamati dal magistrato, due alla volta, e si sistemano entro gli appositi stalli di partenza ai lati opposti di un tracciato a ferro di cavallo.
L'incontro, a sprone battuto, avviene a metà strada ove è posto il "Niballo", con due bersagli dal diametro di 8 centimetri.
Il primo che, con la lancia, colpirà il bersaglio, senza aver commesso irregolarità durante l'avvicinamento, vince lo scontro e provoca l'alzata del braccio colpito e l'esclusione del braccio opposto mettendo così fuori gara l'altro cavaliere.
Ogni "centro" da diritto ad uno scudo coi colori del rione battuto, che viene issato sulla tribuna del proprio rione. Al termine delle venti tornate di sfida, il Rione che avrà conquistato il maggior numero di scudi vincerà il Palio, cioè il vessillo in stoffa, unico premio di tutta la sfida per il Rione vincente.
Al Rione giunto secondo viene assegnato come premio una porchetta; al terzo il gallo e l'aglio.
Il Gruppo Sbandieratori e Musici del "RIONE BIANCO" già Borgo d’Urbecco si è costituito nel 1959 con la ripresa moderna del NIBALLO Palio di Faenza, manifestazione storica che rievoca un antico episodio d'arme nel quale è inserito come uno dei principali fondatori.
Inoltre è socio fondatore della FEDERAZIONE ITALIANA SBANDIERATORI – Antichi Giuochi e Sport della Bandiera e della CONFEDERATION INTERNATIONALE DES ANCIENS JEUX ET DU SPORT DES DRAPEAUX fin dalla sua origine il 22/10/1966, ed è da anni apprezzato e ricercato in molte città d'Italia ed estere.
Il Gruppo è disponibile per eventuali esibizioni, in occasione di manifestazioni Storiche, Folcloristiche, Culturali e Sportive sia nel periodo invernale che in quello estivo, e si può esibire in luoghi aperti (piazze, stadi, ecc…), o in luoghi chiusi (teatri, palazzi dello sport, ecc…) e si compone di circa 25/30 figure in costume rinascimentale con Sbandieratori, Tamburini, Chiarine e può esibirsi da solo o come coreografie in cerimonie.Oltre alla suggestiva sfilata che assume una cadenza determinata e spettacolare, dovuta ai suoni dei tamburi e delle chiarine ed ai giochi di bandiera degli alfieri Bandieranti, il Gruppo può effettuare uno spettacolo coreografico d'insieme di circa 15/20 minuti, oppure può proporre una esibizione frazionata in vari tempi d'esecuzione.
Questo Gruppo può vantare molte vittorie ma per numero ed importanza di successi a livello nazionale ed internazionale il Gruppo Sbandieratori e Musici del RIONE BIANCO occupa un posto di rilievo, infatti ha vinto nella categoria:
- SINGOLO Tradizionale: cinque titoli italiani, un Trofeo Italia, quattro Tornei nazionali, un titolo italiano Under 15 e il titolo di Campione dei Giuochi Internazionali.
- COPPIA Tradizionale: cinque titoli italiani, un titolo italiano Under 15, tre Trofei Italia e due Tornei nazionali.
- PICCOLA SQUADRA: otto titoli italiani, tre Trofei Italia e due Tornei nazionali.
- GRANDE SQUADRA: cinque titoli italiani e tre Trofei Italia e due Tornei nazionali.
- MUSICI: un titolo italiano e due Trofei Italia e un Torneo nazionale.
Come Trofei importanti nel suo curriculum vi sono inoltre undici COPPE CAMPIONI d'ITALIA per città, di cui otto consecutive, il titolo più ambito dai 50 gruppi sbandieratori appartenenti alla Federazione Italiana, tre “TROFEO ITALIA”, un “Trofeo Santoriello” (U.15) il Trofeo "BANDIERA D'ORO ‘94" e un “ASTILUDIO”. Con le suddette vittorie e le 144 conquistate a Faenza nel "TORNEO DELLE BANDIERE" (Gara tra i cinque rioni faentini) il Gruppo ora si fregia di 210 vittorie.
Il Gruppo si è esibito in quasi tutte le regioni italiane dalla Valle d'Aosta alla Sicilia (Saint Vincent, Cervinia, Asti, Alba, Fossano, Milano, Rovereto, Canazei, Verona, Cortina d'Ampezzo, Venezia, Treviso, Trieste, Gorizia, Piacenza, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Cesena, Rimini, Riccione, Cervia, Mondaino, Gradara, Massa Marittima, Volterra, Narni, Viterbo, Cori, Roma, Ortona, Cava dei Tirreni, Brindisi e Catania).
Mentre all’estero ha effettuato numerose trasferte in varie nazioni :
- FRANCIA: Parigi, Strasburgo, Nizza, Lille, Montpellier, Aubenas, Gannat, Chartes
- SVIZZERA: Ginevra, Lucerna, Martigny, Verbier, Crans Montana, Saillon
- GERMANIA: Monaco, Brema, Hannover, Stoccarda, Hann Munden, Bad Kissingen, Friburgo, Esslingen am Neckar, Ulm, Francoforte
- AUSTRIA: Salisburgo, Baden
- SPAGNA: Santa Cruz de Tenerife, Vitoria Gasteiz
- YUGOSLAVIA: Ryieka, Dubrovnik
- SAN MARINO: San Marino
- POLONIA: Cracovia, Bielsko Biala
- GRECIA: Salonicco, Amarussion
- SLOVENIA: Pirano BELGIO: Bruxelles
- OLANDA: Kerkade
- INGHILTERRA: Londra
- ROMANIA: Timisoara
- CROAZIA: Krizevci, Varazdin
- GIAPPONE: Tokyo
- U.S.A.: Salt Lake City
- CANADA: Toronto, Montreal
- AUSTRALIA: Sidney
Nell'ampio salone sono riunite le più importanti e notevoli testimonianze della storia rionale.
Sulle pareti di sinistra ed in quella di fronte i cinque Palii vinti compreso quello della prima edizione del 1959, accanto ai drappi rossi si può notare il drappo della Gualdana d'Estate, competizione tra i rioni che veniva corsa in Agosto, mentre accanto al primo Palio, le lance in ceramica con la punta dorata rappresentano il premio per la conquista della Bigorda D'oro, che si corre la seconda Domenica di Giugno con la stessa formula del palio.
Si può ammirare inoltre il palio dipinto dal Prof. Lenzini, mentre nell'angolo una preziosa scultura in ceramica rappresentante i 'Quattro cavalieri dell'Apocalisse' dono del prof. Carlo Zoli.
Nella grande vetrina al centro della sala sono esposti i costumi più rappresentativi della sfilata storica, alcuni dei quali risalenti alle prime edizioni del Palio. I costumi in esposizione sono stati realizzati traendoli, con ricerche storiche ed iconografiche, da dipinti del XV secolo, questi costumi ed armature vengono indossati dai rionali e portati nel corteo storico lungo le vie cittadine fino al campo di gara, il giorno della disputa del Palio.
I quattro scudi appoggiati alla parete di fronteportano al centro uno smalto del Prof. Alfredo Visani raffiguranti le quattro porte che si aprivano nelle mura antiche del Borgo.
Un pannello in ceramica dono del Maestro Tampieri orna la parete, l'opera del 1963 è un trittico che raffigura le allegorie del Buon Governo, Le opere di Pietà ed i Frutti della Terra.
Nella vetrina sulla destra le numerose riproduzioni della Torre Civica, ognuna delle quali rappresenta una vittoria; quelle dorate sono vittorie equesri, quelle d'argento sono vittorie ottenute nella specialità a coppie, che è la gara più importante del torneo degli sbandieratori. Al vincitore viene inoltre assegnata una botte con cinquanta litri di vino Albana, perciò una piccola botte posta ai piedi della bacheca reca la targhette con gli anni vincenti.
In alto sulla parete d'ingresso sono stati collocati gli strmmi dei Cavalieri che hanno corso il Palio per il Rione Bianco.
Accanto alla porta le lance dei Palii vinti, mentre alle travi sono appese le bandiere usate dagli sbandieratori dal 1959 ad oggi.
Nel loggiato si aprono altre tre sale: la sala dei costumi, dove sono conservati gli altri costumi ed accessori che completano il corteo storico, quì viene effettuata anche la creazione e la manutenzione degli stessi.
Nella biblioteca è conservato l'archivio fotografico del rione, inoltre vi sono raccolti manifesti riguardanti il Palio e altre manifestazioni italiane ed estere a cui hanno partecipato gli sbandieratori. Libri ed alti testi di ricerca storica sui costumi e sulle tradizioni completano la raccolta.
La Commenda fu probabilmente fondata nella prima metà del XII secolo (il primo documento sicuro è del 1137), anche se le parti più antiche che oggi si vedono risalgono al Duecento (abside e parte del campanile) e al Trecento (portico per il ricovero dei pellegrini sul fianco sinistro).
Venne eretta assieme all'adiacente Ospizio del Santo Sepolcro, per ospitare pellegrini diretti o provenienti dalla Terra Santa; già nel XIII secolo entrò in possesso dei Cavalieri dell'Ordine di San Giovanni di Gerusalemme (poi di Malta), che la gestirono sempre attraverso Commendatari, cioè abati cui l'edificio era affidato anche da un punto di vista economico.
Il più illuminato fra i Commendatari fu il milanese Fra Sabba da Castiglione (1480 – 1554), dotto umanista che promosse restauri e chiamò a lavorare vari artisti.
Per i primi va ricordato il rifacimento dell'attiguo chiostro, nel 1525 e per i secondi va citato il grande affresco del catino absidale, fatto realizzare da Fra Sabba nel 1533 a Girolamo da Treviso, di passaggio a Faenza.
In questa, che resta l'opera d'arte più affascinante della Commenda, compaiono – inquadrate in una prospettiva architettonica di raffinato gusto rinascimentale, con paesaggi di sfondo – tre donne (la Vergine con Bambino e San Giovannino, S.Maria Maddalena, con ai piedi l'unguento del Sepolcro, e Santa Caterina d'Alessandria con la ruota dentata simbolo del suo martirio): ad adorarle, sulla sinistra, inginocchiato, sta lo stesso Fra Sabba in "divisa" da frate guerriero: casacca rinascimentale, elmo e spada.
L'altra opera importante è sulla parete di sinistra e consiste in un affresco monocromo, delicatissimo, con Fra Sabba ormai vecchio, presentato da San Giuseppe (patrono della buona morte) alla vergine, mentre a sinistra stanno il Battista e la Maddalena. Sotto, in pietra nera, c'è la sua lastra tombale, con commovente epigrafe latina da lui stesso composta e, ai lati, le figure allegoriche della Pietà e del Silenzio, l'opera è del forlivese Francesco Menzocchi e databile a poco prima del 1554, anno di morte di Fra Sabba.
Sulle pareti ci sono anche interessanti frammenti di affreschi di scuola locale trecentesca.
Fra Sabba, nato a Milano da nobile famiglia, con ogni probabilità nel 1480, dopo gli studi giuridici (interrotti) a Pavia e dopo un soggiorno a Mantova, entrò nell'Ordine dei Cavalieri Gerosolimitani di S. Giovanni Battista (poi Ordine di Malta) nel 1505.
Da quella data al 1508 fu a Rodi, avamposto cristiano nella lotta contro i Turchi.
Già appassionato ricercatore ante litteram di archeologia, riuscì a procurare, dal suo soggiorno egeo, a Isabella d'Este di Mantova, diversi marmi antichi. Nel 1508, dopo una sosta a Napoli, si trasferirà a Roma dove per sette anni farà vita curiale e avrà modo di coltivare i suoi molteplici interessi culturali che a Rodi aveva dovuto sacrificare.
Nel 1515 venne chiamato alla Commenda di Faenza, incarico che accettò per meglio dedicarsi a quegli studi che tanto amava, lontano dalla mondanità, dagli intrighi delle corti e dalla vita militare.
La Chiesa della Commenda (S. Maria Maddalena), detta anche "Magione", situata nel Borgo Durbecco sulla via Emilia, risaliva al XII secolo e, all'arrivo di fra Sabba, versava in cattive condizioni di manutenzione poiché i precedenti commendatori non l'avevano scelta per propria abitazione e avevano utilizzato le rendite per altri scopi.
Fra Sabba fu un amministratore molto oculato e attento: promosse lavori di totale rifacimento del complesso facendo costruire, a lato della chiesa, l'elegante chiostro rinascimentale, chiamò ad affrescare l'abside della chiesa Girolamo da Treviso, scelse la chiesa come luogo della sua sepoltura e sulla parete di sinistra fece scolpire una epigrafe funebre incorniciata da un grande affresco a chiaro scuro di Francesco Menzocchi.
I suoi interessi di studio e di collezionista diedero origine ad una biblioteca, purtroppo oggi dispersa, e ad una raccolta di cimeli artistici, i cui pezzi superstiti sono conservati alla Pinacoteca Comunale di Faenza (busto di San Giovannino, urna cineraria d'alabastro, il San Girolamo penitente, il tavolo intarsiato da Fra Damiano da Bergamo).
Figura con molte sfaccettature quella di fra Sabba: allo stesso tempo tardo umanista cristiano e "riformista" in prima linea nella lotta contro l'eresia, collezionista, esteta e fustigatore della corruzione civile e religiosa dei suoi tempi.
Suo testamento morale e intellettuale sono i Ricordi, raccolta di precetti didascalici indirizzati al pronipote e pubblicati nella versione definitiva nel 1554 a Venezia da Paolo Gerardo; l'opera ebbe un notevole successo con venticinque edizioni fino al 1613, data oltre la quale non venne più pubblicata.
Fra Sabba morì il 16 marzo 1554.
Il Rione Bianco ha come carica massima il Caporione, coadiuvato da due Capitani, il primo, viene eletto contemporaneamente al Capo Rione, con il quale si presenta in lista unica e il secondo viene nominato all'interno del Consiglio Direttivo durante la sua prima riunione.
Questa è la composizione del Consiglio Direttivo per il triennio 2008 – 2011:
- CAPORIONE Biffi Paolo
- CAPITANO Lanzoni Davide
- CAPITANO Bassi Massimo
- CONSIGLIERE Barnabè Marco
- CONSIGLIERE Bertozzi Thomas
- CONSIGLIERE Naldi Bruno
- CONSIGLIERE Turrini Gloria
- CONSIGLIERE Frassineti Ivan
- CONSIGLIERE Gulmanelli Giorgio
- PRESIDENTE ONORARIO Massari Giovanni
STATUTO DELL'ASSOCIAZIONE “RIONE BIANCO” INDICE Art. 1) Costituzione Art. 2) Principi fondamentali Art. 3) Araldica rionale Art. 4) Territorio rionale Art. 5) Sede Art. 6) Accesso alla Sede Art. 7) Scopi ed attribuzioni Art. 8) Attività ricreative e sociali Art. 9) Patrimonio e gestione amministrativa Art. 10) Soci Art. 11) Diritti e doveri dei Soci Art. 12) Perdita della qualifica di socio Art. 13) Organi costitutivi del Rione Art. 14) Assemblea dei Soci Art. 15) Assemblea Ordinaria Art. 16) Assemblea Straordinaria Art. 17) Capo Rione Art. 18) Capitani del Rione Art. 19) Consiglio Direttivo Art. 20) Segretario Art. 21) Tesoriere Art. 22) Collegio Revisori dei conti Art. 23) Presidente Onorario Art. 24) Norme integrative PREMESSA STORICA La tradizionale disputa del "Niballo – Palio di Faenza" ha luogo a Faenza ogni anno, per antica tradizione, in occasione della festività dei SS. Pietro e Paolo, oppure nella quarta domenica di giugno. Con essa il popolo faentino, avente nei suoi Rioni l'espressione storica più pura e caratteristica, vuole solennizzare le antiche corse descritte negli statuti del 1410, durante la Signoria dei Manfredi. Per mantenere viva questa tradizione, il Popolo del Borgo Durbecco ha voluto costituire una associazione denominata "RIONE BIANCO".
Art. 1) COSTITUZIONE
1.1 – E' costituita l'associazione denominata “Rione Bianco”. 1.2 – L’associazione ha durata a tempo indeterminato.
Art. 2) PRINCIPI FONDAMENTALI
2.1 Il Rione Bianco è una associazione libera, apolitica, aconfessionale a carattere culturale, ricreativo e sportivo dilettantistico, senza fini di lucro. 2.2 Il Rione Bianco è un organismo autonomo e come tale provvede alla propria amministrazione, svolgendo la propria attività in modo indipendente, in osservanza delle norme del presente Statuto e del Regolamento del "Niballo – Palio di Faenza" e manifestazioni collaterali, deliberato dal Comune di Faenza. 2.3 Il Rione Bianco aderisce al Consiglio dei Capi Rione per l'organizzazione del "Niballo – Palio di Faenza" e manifestazioni collaterali, di cui il proprio Capo Rione o Capitano delegato fa parte di diritto. 2.4 Il Rione Bianco potrà acquistare, restaurare, vendere, permutare beni mobili ed immobili. 2.5 Il Rione Bianco potrà inoltre affiliarsi ad altre associazioni od enti aventi finalità affini od analoghe alle proprie e non in contrasto con le norme fondamentali contenute nel "Regolamento del Niballo – Palio di Faenza". 2.6 E’ fatto divieto di distribuire, anche in modo indiretto o differito, utili o avanzi di gestione nonché fondi , riserve o capitale durante la vita dell’associazione , salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge. Utili o avanzi di gestione andranno reinvestiti interamente nelle attività istituzionali.
Art. 3) ARALDICA RIONALE
3.1 Il Rione Bianco ha per stemma o arma: d'argento, all'antico ponte romano d'azzurro caricato di due torri merlate alla Ghibellina sul fiume al naturale. 3.2 Lo stemma è di proprietà del Rione Bianco e comunque il suddetto marchio non può essere riprodotto, esposto al pubblico e diffuso da terzi senza la preventiva autorizzazione del Consiglio Direttivo del Rione Bianco.
Art. 4) TERRITORIO RIONALE
4.1 Il Rione Bianco rappresenta la zona in cui attualmente è divisa una parte del territorio urbano ed extraurbano del Comune di Faenza; più precisamente comprende tutto il Borgo Durbecco ed il territorio a destra dei fiumi Marzeno e Lamone fino ai confini del Comune di Faenza. Nel territorio del Rione Bianco è compreso anche il Castello di Oriolo.
Art. 5) SEDE
5.1 Il Rione Bianco ha sede a Faenza in Piazza Frà Sabba al N.5 nell'immobile denominato "Chiostro della Commenda". 5.2 I locali sono messi a disposizione dalla Amministrazione Comunale e comprendono: a) sale per la custodia dei costumi e quant'altro concerne la rievocazione storica del Niballo – Palio di Faenza; b) sale per la custodia dei materiali attinenti alle manifestazioni collaterali; c) sale per le attività ricreative dei Soci; d) sale adibite all'uso di segreteria della associazione.
Art. 6) ACCESSO ALLA SEDE
6.1 L'accesso alla sede è riservato ai soli Soci del Rione Bianco e loro familiari.
Art. 7) SCOPI ED ATTRIBUZIONI
7.1 Lo scopo imprescindibile del Rione Bianco è la conquista della Vittoria del “Niballo – Palio di Faenza”. Questa è la meta per la quale ogni Socio deve impegnarsi mettendo al servizio della Società la propria capacità e disponibilità. La vittoria deve essere ottenuta rispettando le leggi della Cavalleria e facendo salvo l'onore proprio ed altrui; poi decideranno la maestria e la sorte. 7.2 Con lo stesso impegno il Rione Bianco partecipa alle manifestazioni organizzate dal Consiglio dei Capi Rione, sia a carattere storico che come rappresentanza della città. 7.3 Al raggiungimento dello scopo sociale i singoli Soci, ciascuno nell'ambito delle proprie distinte competenze, provvederanno sempre nel più rigido rispetto della serietà e rettitudine.
Art. 8) ATTIVITA' RICREATIVE E SOCIALI
8.1 Con l'intento di ottenere una migliore conoscenza fra i singoli e di sviluppare le capacità di ognuno, il Rione Bianco si impegna a: a) promuovere attività di carattere culturale, sportivo dilettantistico e ricreativo ed altre iniziative tese ad interessare il Popolo del Rione. b) organizzare attività folcloristiche ed artistiche interessanti i cittadini e la vita del rione; c) favorire l'attività sociale di aggregazione tra i singoli soci del Rione rivolta a tutte le fasce sociali e di qualsiasi età; d) promuovere attività di assistenza morale e di solidarietà sociale tra i soci. 8.2 Tali attività sono e si intendono comunque e per qualsiasi effetto subordinate al raggiungimento degli scopi di cui all’art. 7. 8.3 Eventuali sezioni culturali, sportive dilettantistiche e simili che dovessero sorgere all'interno del Rione Bianco, dovranno avere un proprio rendiconto, ma sempre all'interno della gestione amministrativa del Rione.
Art. 9) PATRIMONIO E GESTIONE AMMINISTRATIVA
9.1 Il patrimonio ed i proventi del Rione Bianco, di cui ai successivi articoli, sono e si intendono vincolati e da reinvestire per la realizzazione degli scopi sociali, in primo luogo quelli di cui all’art. 7 e, in subordine, quelli di cui all’art. 8. 9.2 Il patrimonio del Rione Bianco è costituito: a) dalle attrezzature di arredamento e di servizio in sede e nella scuderia; b) dai costumi e dalle armi occorrenti per le manifestazioni attinenti al “Niballo – Palio di Faenza” ed alle gare degli sbandieratori; c) dai cavalli custoditi nelle stalle e dai relativi finimenti, cumulo di fieno, paglia, ecc.; d) dalle disponibilità liquide, detenute in cassa o tramite conti bancari; e) da qualsiasi altro bene mobile o immobile; f) da eredità, legati e donazioni; g) da erogazioni liberali e contributi; 9.3 Il Rione Bianco provvede all'espletamento delle proprie attività mediante: a) il contributo annuale disposto dal Comune di Faenza, a norma dell'art.1 del Regolamento del "Niballo – Palio di Faenza" e manifestazioni collaterali (tramite la concessione di contributi finalizzati, la concessione in uso di beni comunali, la collaborazione tramite convenzione, l'erogazione di finanziamenti ricorrenti per le ordinarie gestioni dei Rioni); b) le entrate dalle varie attività che il Rione Bianco organizza annualmente; c) le esibizioni degli sbandieratori richieste in esclusiva al Rione Bianco; d) gli utili da gestione diretta, o in concessione, del servizio di bar e giuochi nella sede sociale; e) le quote di tesseramento dei Soci; f) le oblazioni e/o donazioni di soci, Enti o Istituzioni Pubbliche, simpatizzanti o privati cittadini; g) i prestiti infruttiferi dei Soci per autofinanziamento di eventuali spese straordinarie del Rione. 9.4 – Il patrimonio mobiliare ed immobiliare del Rione è inalienabile, salvo per i beni fungibili e, in caso di scioglimento della associazione, saldate le eventuali pendenze debitorie, il patrimonio residuo verrà devoluto per fini di utilità sociale.
Art. 10) SOCI
10.1 Possono essere Soci del Rione Bianco tutte le persone di ambo i sessi che abbiano compiuto il 16° anno di età, senza limitazione di fede, nazionalità e razza, anche se non residenti nel territorio rionale, i cui caratteri di serietà e moralità siano notori. 10.2 La qualifica di Socio si consegue mediante: a) domanda, indirizzata al Consiglio Direttivo del Rione e sottoscritta da almeno 2 (due) Soci effettivi del Rione indicando nome, cognome, luogo e data di nascita, residenza e professione, nella quale si dovrà dichiarare di attenersi al presente statuto ed alle deliberazioni degli Organi del Rione Bianco. b) pagamento anticipato della quota di tesseramento sociale. 10.3 – La domanda resterà affissa per almeno 15 (quindici) giorni all'Albo rionale, e poi deve essere deliberata dal Consiglio Direttivo con il consenso di almeno i 3/4 (tre/quarti) dei suoi componenti. In caso contrario la domanda di ammissione a Socio è respinta. Dell’eventuale diniego di iscrizione il Consiglio Direttivo ne dà concisa motivazione al richiedente. 10.4 – Lo "status" di Socio del Rione decorre dal giorno dell'accoglimento della domanda da parte del Consiglio Direttivo. 10.5 – I Soci in regola con il tesseramento si distinguono in: a) Soci Ordinari; b) Soci Sostenitori; c) Soci Benemeriti. d) Soci Onorari. 10.6 – Sono Soci Ordinari tutti coloro che versano regolarmente la quota sociale annuale nell'ammontare stabilito dal Consiglio Direttivo. 10.7 – Sono Soci Sostenitori tutti coloro che versano una somma pari al doppio dell'intera quota sociale. 10.8 – Sono Soci Benemeriti, nominati dal Consiglio Direttivo, coloro che abbiano svolto attività di particolare impegno e responsabilità, o che abbiano contribuito a conseguire notevoli successi del Rione nelle attività agonistiche. 10.9 – Sono Soci Onorari, nominati dal Consiglio Direttivo, coloro che si siano particolarmente distinti in attività culturali e ricreative a favore della collettivita' o che abbiano dimostrato nel corso degli anni particolare fedeltà e attaccamento al Rione. 10.10 – In casi eccezionali di notoria indigenza, o di precarie condizioni economiche dovute a disoccupazione involontaria, l'iscritto al Rione può chiedere l'esenzione del versamento della quota sociale senza perdere la qualifica di Socio, purché svolga attiva e gratuita opera nell'organizzazione delle manifestazioni rionali. 10.11- I Soci del Rione partecipano alla vita associativa prestando la loro opera libera, volontaria e gratuita. 10.12– Tutti i soci, anche se distinti in categorie, hanno gli stessi diritti e doveri. I soci onorari non sono tenuti al versamento della quota sociale. Sono espressamente esclusi i soci temporanei. 10.12- La quota associativa dei Soci è intrasmissibile, anche per causa di morte, e non è rivalutabile.
Art. 11) DIRITTI E DOVERI DEI SOCI
11.1 I Soci hanno il diritto di: a) partecipare alle assemblee, esprimendo liberamente il loro parere ed il loro voto; b) frequentare i locali della sede sociale unitamente ai propri familiari; c) partecipare alle manifestazioni organizzate dal Rione unitamente ai propri familiari. 11.2 I Soci hanno il dovere: a) di rispettare le norme del presente statuto; b) di condividere le finalità e gli impegni assunti dal Rione Bianco nell'espletamento degli scopi istituzionali; c) di rispettare il Regolamento del "Niballo – Palio di Faenza" e manifestazioni collaterali; d) di conservare il patrimonio rionale, della sede e della scuderia, nelle migliori condizioni di efficienza possibili; e) di partecipare alle riunioni sociali; f) di collaborare alle manifestazioni organizzate dal Rione Bianco contribuendo alla loro riuscita, nei limiti delle proprie possibilità; g) di rispettare gli Statuti e/o Regolamenti di Associazioni cui il Rione intende aderire. 11.3 In caso di inadempienze minori e più lievi rispetto a quelle previste dall'art.12 il Consiglio direttivo può applicare provvedimenti disciplinari minori: a) richiamo verbale o scritto; b) sospensione temporanea.
Art. 12) PERDITA DELLA QUALIFICA DI SOCIO
12.1 La qualifica di Socio si perde per: a) dimissioni volontarie, da presentarsi per iscritto al Consiglio Direttivo; b) esclusione; c) decadenza per morosità. 12.2 Le dimissioni sono valide dalla data di ricevimento della comunicazione. 12.3 L’esclusione è comminata dall’assemblea ordinaria dei soci, su proposta del Consiglio Direttivo, per condotta disonorevole od ostruzionistica, verso il buon andamento rionale, sia nelle manifestazioni sociali che in quelle agonistiche, e/o per aver violato in modo grave e doloso le disposizioni del presente Statuto. Può essere causa di esclusione anche il mancato rispetto dei principi previsti dall'art.10.1 di serietà e moralità. Al socio è sempre garantito il diritto di difesa nonché la possibilità di ricorrere all’autorità giudiziaria, nei modi di legge. 12.4 Il Consiglio Direttivo può dichiarare decaduti i soci che non abbiano adempiuto, nei termini previsti, all'obbligo del pagamento della quota di tesseramento sociale. 12.5 Qualora il socio incorso nella decadenza per morosità, volesse ripresentare la domanda di affiliazione, deve: a) ottemperare nuovamente alle disposizioni degli articoli 10.1, 10.2 e 10.3.
Art. 13) ORGANI COSTITUTIVI DEL RIONE
13.1 Il Rione Bianco organizza la propria struttura interna in forma democratica attraverso i seguenti organi essenziali: a) l'Assemblea dei Soci; b) il Capo Rione; c) i Capitani del Rione; d) il Consiglio Direttivo Rionale; e) il Collegio dei Revisori dei conti.
Art. 14) ASSEMBLEA DEI SOCI
14.1 L'Assemblea dei Soci è l'organo deliberativo sovrano e come tale esamina, giudica e delibera su tutte le attività relative alla vita associativa. 14.2 L'Assemblea dei Soci può essere convocata in sessione ordinaria e straordinaria. 14.3 – La convocazione dei Soci in Assemblea avviene mediante avviso esposto nella sede sociale e per invito personale scritto inviato con almeno 8 giorni di preavviso. 14.4 – Nell'invito devono essere specificati: a) l'ordine del giorno; b) il luogo ed ora della riunione, in prima ed in seconda convocazione. 14.5 – Hanno diritto di voto i soci maggiorenni in regola con il pagamento della quota di tesseramento sociale. 14.6 – Le votazioni avvengono di norma per alzata di mano; le elezioni devono essere fatte a scrutinio segreto.
Art. 15) ASSEMBLEA ORDINARIA
15.1 – L'Assemblea ordinaria è convocata dal Capo Rione, ed è validamente costituita, in prima convocazione, quando siano presenti la metà più uno dei Soci del Rione, ed in seconda convocazione, da tenersi decorse almeno 24 ore dopo la prima convocazione, qualunque sia il numero dei Soci presenti. 15.2 – Tanto in prima che in seconda convocazione, l'Assemblea ordinaria delibera validamente col voto favorevole della maggioranza dei presenti. 15.3 – Nell'Assemblea ordinaria i Soci possono farsi rappresentare con delega scritta rilasciata ad un altro Socio, che non sia membro degli organi sociali. 15.4 – Ogni socio non può avere più di una (1) delega scritta. 15.5 L'Assemblea ordinaria ha luogo ogni anno entro il 31 dicembre, per: a) approvare il bilancio consuntivo; b) approvare il programma di massima dell'attività del Rione per l'anno in corso; c) deliberare su ogni altro argomento posto all'ordine del giorno, anche su richiesta scritta di 1/10 dei soci; d) eleggere gli Organi costitutivi del Rione. 15.6 – L’assemblea ordinaria può inoltre essere convocata in ogni momento, per deliberare su qualunque argomento di interesse sociale. Essa dovrà, inoltre, essere convocata senza indugio se richiesta da almeno 1/10 dei soci, in forma scritta e con l’indicazione delle materie da trattare
Art. 16) ASSEMBLEA STRAORDINARIA
16.1 L'Assemblea straordinaria può essere convocata in qualsiasi momento dal Capo Rione o dal Consiglio Direttivo. Essa dovrà, inoltre, essere convocata senza indugio se richiesta da almeno 1/10 dei soci, in forma scritta e con l’indicazione delle materie da trattare. 16.2 L’assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello statuto e sullo scioglimento dell’associazione. 16.3 – L'Assemblea straordinaria, in prima convocazione, delibera validamente col voto favorevole della metà più uno dei Soci iscritti, ed in seconda convocazione (da tenersi sempre decorse almeno 24 ore dalla prima convocazione) col voto favorevole della maggioranza dei presenti. 16.4 – In deroga al comma precedente, per le sole modifiche riguardanti il cambiamento dello scopo (art.7), il trasferimento della sede (art.5), l'accesso alla sede sociale (Art. 6.1), l'Assemblea Straordinaria è validamente convocata, tanto in prima che in seconda convocazione, quando siano presenti almeno i due terzi dei Soci iscritti; le delibere relative si intendono approvate con i voti favorevoli della maggioranza dei Soci presenti. Lo scioglimento dell’associazione deve essere sempre deliberato dall’assemblea straordinaria con la maggioranza dei tre quarti dei soci aventi diritto di voto.
Art. 17) CAPO RIONE
17.1 Il Capo Rione è eletto dall'Assemblea dei Soci, per le prime due votazioni con i 2/3 (due/terzi) dei voti, mentre nelle votazioni successive con la maggioranza assoluta dei presenti con diritto di voto. 17.2 – Il Capo Rione:
- è il rappresentante legale dell'Associazione ed ha la firma della stessa;
- presiede di diritto le Assemblee dei Soci e le riunioni di Consiglio Direttivo;
- rappresenta il Rione, – personalmente o per mezzo di un Capitano delegato – nel Consiglio dei Capi Rione.
17.3 - In caso di dimissione del Capo Rione, è necessario ripetere al completo le elezioni degli Organi rionali.
Art. 18) CAPITANI DEL RIONE
18.1 – I Capitani del Rione, sono due: a) il primo, viene eletto contemporaneamente al Capo Rione, con il quale si presenta in lista unica, con le stesse maggioranze previste all’art. 17; b) il secondo viene nominato all'interno del Consiglio Direttivo durante la sua prima riunione. 18.2 I Capitani, in caso di assenza o impedimento del Capo Rione, lo rappresentano in tutte le sue funzioni.
Art. 19) CONSIGLIO DIRETTIVO
19.1 – Il Consiglio Direttivo del Rione Bianco viene eletto dalla Assemblea dei Soci ed è composto da nove (9) membri: a) Capo Rione; b) 2 Capitani; d) sei consiglieri. 19.2 I componenti del Consiglio restano in carica 3 (tre) anni, possono essere rieletti e prestano la loro opera gratuitamente. 19.3 Per essere eletti membri del Consiglio Direttivo è obbligatorio essere Soci da almeno 2 (due) anni dalla data di accettazione della domanda. Le elezioni del Consiglio Direttivo vengono svolte separatamente e dopo quelle relative al Capo Rione e ad uno dei Capitani. 19.4 – Il Consiglio è convocato dal Capo Rione ogni volta che egli ne ravvisi la necessità o quando ne facciano richiesta almeno tre dei suoi componenti. L’avviso di convocazione contenente le materie da trattare deve essere spedito via posta, fax, telegramma o posta elettronica con almeno 8 giorni di preavviso. 19.5 Nella sua prima riunione il Consiglio Direttivo procede alla distribuzione delle cariche sociali, così distinte: a) un Capitano; b) Segretario; c) Tesoriere. 19.6 Il Consiglio Direttivo provvede alla gestione amministrativa e finanziaria, sia ordinaria che straordinaria, del Rione Bianco, dandone rendiconto all'Assemblea generale dei Soci. 19.7 Spetta al Consiglio Direttivo: a) curare il buon andamento del Rione; b) amministrare e conservare il patrimonio sociale; c) predisporre i programmi di attività e condurli ad attuazione; d) rendere conto all'Assemblea dei Soci dei bilanci consuntivi della gestione sociale; e) convocare le Assemblee ordinarie e straordinarie; f) esaminare le domande di ammissione a Socio, deliberare la decadenza dei soci morosi e proporre all’assemblea l’esclusione dei soci; g)accettare eredità, legati e donazioni; h) nominare avvocati, procuratori ed arbitri i) contrarre prestiti, mutui e concedere garanzie. 19.8 Le sedute del Consiglio Direttivo sono ritenute valide con la presenza di almeno la metà più uno dei suoi componenti, tra cui deve esserci obbligatoriamente il Capo Rione, e non sono ammesse deleghe. 19.9 – Il Consiglio Direttivo delibera a maggioranza dei presenti; in caso di parità la proposta si intende respinta. 19.10- Tutti i membri del Consiglio hanno l'obbligo di presenziare alle riunioni del Consiglio stesso e dell’assemblea dei Soci e possono essere incaricati di particolari mansioni utili o necessarie per l'organizzazione delle varie attività. Decade dalla carica il Consigliere che, senza giustificato motivo, non partecipa a tre riunioni consecutive del Consiglio. 19.11 Di ogni riunione si dovrà redigere apposito verbale. 19.12 Tutti i componenti il Consiglio Direttivo del Rione sono responsabili solidalmente ed in proprio, del buon andamento del Rione e della buona amministrazione della consistenza patrimoniale. 19.13 In caso di morte, decadenza o dimissioni di uno o più Consiglieri, subentrano in ordine i primi dei non eletti, fatta salva la possibilità di indire nuove elezioni per la sostituzione dei dimissionari nel rispetto di quanto statuito nell'art.13. I membri così sostituiti restano in carica fino alla scadenza del triennio in corso. In caso venga a mancare la maggioranza dei consiglieri dovranno essere indette nuove elezioni per il rinnovo dell’intero consiglio.
Art. 20) SEGRETARIO
20.1 Il Segretario redige i verbali delle Assemblee e del Consiglio Direttivo e li firma unitamente al Capo Rione, inoltre: a) tiene aggiornato il libro Soci; b) cura la corrispondenza e l'archivio; c) provvede per gli avvisi di convocazione dei Consigli e delle Assemblee.
Art. 21) TESORIERE
21.1 Il Tesoriere segue l'amministrazione finanziaria del Rione, provvede agli incassi ed ai pagamenti. 21.2 L'esercizio sociale si chiude il 31 agosto di ogni anno, ed alla fine di ogni esercizio il Tesoriere provvede alla formazione del Bilancio Sociale.
Art. 22) COLLEGIO REVISORI DEI CONTI
22.1 Il Collegio dei Revisori dei conti si compone di 3 (tre) membri, eletti appositamente dall'Assemblea dei Soci, anche fra persone non iscritte al Rione Bianco. 22.2 I Revisori restano in carica (3) tre anni e sono rieleggibili. In caso di morte o dimissioni verranno cooptati i primi dei non eletti: in mancanza si procederà a nuove elezioni. Nel caso venisse a mancare la maggioranza dei membri si procederà all’elezione dell’intero Collegio. 22.4 I Revisori prestano la loro opera a titolo gratuito. 22.5 Nella prima riunione i tre componenti eleggono il Presidente del Collegio. 22.6 Compito del Collegio Revisori dei Conti è quello di vigilare sull'andamento della gestione economico-finanziaria, facendo ispezioni e controlli periodici dei libri contabili ed amministrativi. 22.7 Possono partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo, con funzione consultiva, ma senza diritto di voto. 22.8 Del loro operato rendono conto all'Assemblea dei Soci, in sede di approvazione del bilancio annuale.
Art. 23) PRESIDENTE ONORARIO
23.1 L’assemblea ordinaria dei soci può nominare un Presidente Onorario, scelto fra gli iscritti che abbiano ben meritato per attaccamento al Rione Bianco e partecipazione attiva alla vita rionale. 23.2 La qualifica di Presidente Onorario ha validità a tempo indeterminato; egli può partecipare alle riunioni del Consiglio Direttivo, senza diritto di voto.
Art. 24) NORMA INTEGRATIVA
24.1 Le norme del presente statuto si intendono integrate, per quanto non esplicitamente previsto, dal Regolamento del "Niballo – Palio di Faenza" e manifestazioni collaterali approvato dal Consiglio Comunale di Faenza. 24.2 Ogni precedente Statuto, o Regolamento rionale, si intende abrogato. 24.3 Per quanto tutto non contemplato nel presente Statuto, si applicano le disposizioni di legge vigenti in materia. 24.4 Il presente Statuto è stato deliberato dall'Assemblea dei Soci del Rione Bianco riunita in seduta straordinaria a Faenza il giorno 10/04/2007.